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Lezioni di vita

C’è posto per te

Cosa ho capito dei parcheggi in città.

Non esistono.

Cosa ho capito invece dei parcheggi a pagamento in città…

La prima ora costa quanto un paio di Tod’s. La seconda non ne ho idea, non me la sono mai potuta permettere.

Riesce a orientarsi tra le curve solo chi ha vissuto in un tornado o si è fatto Pamela Anderson.

Se prendi velocita’ raggiungi gli inferi.

Il ticket e’ tagliente come una katana. Se manchi il taschino fai harakiri.

Se entri con la tua macchina esci con quella di un altro.

La cassa automatica ha funzioni avanzate come il tricky traps.

L’unico spazio libero si chiama Tetris perché ti devi incastrare. Per uscire dalla macchina devi scegliere il tettuccio o aver seguito un corso da artificiere.

Il proprietario del parcheggio si è dimenticato i parcheggi.

Ci testano le Hot wheels.

Al piano – 5 puoi visitare il cimitero degli sbullonati.

Per passare dalle strettoie la tua macchina deve essere liquida.

Le ragnatele hanno la quota di maggioranza.

Al piano – 6 c’è un meccanico per tutte le macchine che non ce l’hanno fatta.

Se c’è scritto garage scappa. È una multinazionale.

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Lezioni di vita

Piedi a quattroruote

Tirare fuori la macchina dal garage. Tornare a guidare dopo parecchie settimane trascorse girando a piedi, in metropolitana, in bicicletta, a bordo di un fenicottero. Trovarsi immerso nel traffico con la gente che strombazza e ti urla ogni mossa che fai. Assistere a un incidente in cui tutti hanno torto ma sostengono di avere ragione. Vedere i pedoni che si gettano in mezzo alla strada con lo stessa logica con cui si lanciano i dadi del Monopoly: a caso. Girare 7 vite per un parcheggio e poi supplicare i vigili perché non ti diano una sanzione pari alla tredicesima (che non hai). Ricordarsi improvvisamente perché non prendevi più la macchina. Posarla nuovamente in garage, nascondere la chiave e massaggiare i propri piedi. Ce n’è di strada da fare.