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Sono buono, generoso e onesto. Ho tutte le carte in regola per non fare carriera.

 
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Tutti i pensieri maturati in questo percorso di crescita tra amori, amicizie ed esperienze di vita. Perchè crescere è un duro lavoro!

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Brevi storie tristi

La figura del pollo

Quella volta in cui sei ospite di un club esclusivo con imprenditori provenienti da ogni parte del mondo e ti viene richiesto di tirare fuori il tuo bigliettino personale.

E dopo quello del tram, per sbaglio porgi quello della polleria sotto casa con il tacchino in promozione.

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Vita da imprenditori

Questione di centesimi

Stai attraversando un periodo lavorativamente molto intenso e stressante. Nonostante tutto ti alzi e per l’ennesima mattina sei pronto a sconfiggere i mulini a vento. Poi prendi un biglietto della metro con 20 euro e la macchinetta ti da’ il resto in monetine da 5 centesimi.

Capisci che è finita.

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Riflessioni a voce alta

La scusa perfetta

Dicono che le visite ai siti porno crollino sensibilmente durante i momenti di punta della vita di un appassionato di sport, ad esempio durante la proiezione di un match decisivo di campionato.

Ecco come rincuorare i rispettivi partner quando impugniamo il telecomando e ci prepariamo a vivere una domenica da perfetto italiano medio.

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Brevi storie tristi

La sindrome dei nativi digitali

Non tutti sanno che controlliamo il cellulare in media 110 volte al giorno. Il nostro cervello e’ sviluppato per essere attratto dalle novità, e il sistema delle notifiche attivate dalle app è una trappola perfetta per il nostro ego (un singolo ‘like’ attiva il rilascio di dopamina e ci rende un po’ più felici…). Sono anni che gli studiosi ci avvertono delle conseguenze fisiche, psicologiche e sociali che l’utilizzo compulsivo del cellulare provoca. Oggi, posso affermare con certezza di aver trovato una cura a questa piaga che rischia di compromettere la mia quotidianità.

Mentre rispondevo mi è caduto nel cesso.

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Riflessioni a voce alta

Nulla capita per casa

Dopo 10 anni sono tornato nella casa in cui sono cresciuto ed è stato un viaggio tra ricordi, pensieri e profumi. Ho sentito il rumore dei vetri infranti quando giocavo a pallone nel cortiletto e le urla del portinaio che mi implorava di smettere. Ho percepito il suono delle ghiaia che si spostava quando mio papà tornava a casa in moto, l’acqua gelata della fontanella e la luce filtrata dal glicine. Ho sentito la porta d’ingresso cigolare e visto la mia stanza piena di giochi e poi le mie sorelle intente a ripetere a voce alta, suonare il piano o chiacchierare con le amiche. Mia mamma cucinare e dirmi 100 volte che era pronto e mi avrebbe spento la tv se non li avessi raggiunti a tavola. Ho scorto il mio gatto  che ci guardava come a dire ‘ma dove sono finito’. Per un attimo ci ho rivisto tutti insieme a fare colazione e parlare convinti che non saremmo cresciuti mai. Ho visto anche un nanetto saputello con la chioma bionda e mi sono detto: ma perché non la smetti di fare il capriccioso e ti godi quegli attimi?

Poi la porta si è chiusa e così i miei ricordi. E allora, come abbiamo fatto all’epoca con valigie e scatoloni, ho preso tutti e ci ho trasferiti di nuovo nel mio cuore.

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Vita da imprenditori

Il commerciale timido

Un giorno qualcuno mi svelerà dove si nascondono i bigliettini da visita quando è il tuo momento di distribuirli. La loro irreperibilità e’ direttamente proporzionale all’importanza del professionista che ti trovi davanti, poi quando ti dirigi verso casa ne trovi a centinaia per tasca. A quel punto a sparire sono le chiavi di casa…

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Brevi storie tristi, Ricordi

Tanto fumetto e niente arrosto


Quando mi trovo tra le mani un fumetto mi sento onnipotente. Mi ricordo che da piccolo leggevo sempre Spider Man, Dylan Dog, Diabolik e mi sentivo esaltato all’idea di scoprire pagina dopo pagina ogni loro avventura. Il fumetto mi assorbiva e proiettava in un luogo lontano dove tutto era possibile e colorato. E soprattutto mentre un film o un libro non avrei saputo emularli, il fumetto potevo provare a replicarlo. E così passavo o

Poi la famiglia mi ha riportato sulla terra facendomi presente che facevo schifo a disegnare. In qualche modo, se nella vita faccio altro, lo devo anche al fumetto.

 

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Lezioni di vita

C’è posto per te

Cosa ho capito dei parcheggi in città.

Non esistono.

Cosa ho capito invece dei parcheggi a pagamento in città…

La prima ora costa quanto un paio di Tod’s. La seconda non ne ho idea, non me la sono mai potuta permettere.

Riesce a orientarsi tra le curve solo chi ha vissuto in un tornado o si è fatto Pamela Anderson.

Se prendi velocita’ raggiungi gli inferi.

Il ticket e’ tagliente come una katana. Se manchi il taschino fai harakiri.

Se entri con la tua macchina esci con quella di un altro.

La cassa automatica ha funzioni avanzate come il tricky traps.

L’unico spazio libero si chiama Tetris perché ti devi incastrare. Per uscire dalla macchina devi scegliere il tettuccio o aver seguito un corso da artificiere.

Il proprietario del parcheggio si è dimenticato i parcheggi.

Ci testano le Hot wheels.

Al piano – 5 puoi visitare il cimitero degli sbullonati.

Per passare dalle strettoie la tua macchina deve essere liquida.

Le ragnatele hanno la quota di maggioranza.

Al piano – 6 c’è un meccanico per tutte le macchine che non ce l’hanno fatta.

Se c’è scritto garage scappa. È una multinazionale.

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Detto da altri

La parabola discendente

– Antennista: io la devo ringraziare.
– io: come mai?
– Antennista: era tanto che non imparavo qualcosa. È la prima volta che vedo un difetto della parabola come il suo in 27 anni di carriera. Mi ha fatto crescere!

Dialogo tra il sottoscritto e il tecnico della parabola che mi ricorda che sono unico. Unico pirla.

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Brevi storie tristi

Mind the gap

In metropolitana. L’edicolante mi da tre biglietti quando ne ho pagati soltanto due e io me ne accorgo una volta superati i tornelli. Con un gesto nobile gli urlo ‘ti sei sbagliato, mi hai dato un biglietto in più!’. Lui, come nelle commedie a lieto fine corre verso di me, salta la sbarra, mi guarda negli occhi e si dimostra felice e grato.

Cinque minuti dopo infilo la mano in tasca e mi accorgo che quello che doveva essere il biglietto in più in realtà era mio ed era già stato utilizzato. Il timbro si vedeva in modo impercettibile. Come nelle commedie tristi rimango solo a contemplare il mio errore.

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Ricordi

Un gioco da bambini

La bellezza dello sport vero. Quello in cui valori come la sportività, l’amicizia e la passione ancora primeggiano. Sono stato alla partita di basket del mio nipotino e ho percepito tutta la semplicità e gioia del mondo. Mi ha ricordato quando il bambino ero io e mi bastava un goal per saltare come un pazzo. Anche se il goal non era mio.

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Vita da imprenditori

Uno, nessuno e 100mila

Quando apri una tua attività ti chiedi sempre che capo sarai. Poi il tempo inizia a darti le prime risposte e tu inizi a porti altrettante domande. La cosa che capisci immediatamente è che non smetterai mai di imparare: proverai a essere equo e onesto, trasparente e vero senza mai toglierti anche la grande soddisfazione di rimanere te stesso, di comunicare chi sei, di provare a essere leader. Cambierà tutto 100mila volte e tu ti farai nuove domande, spesso dolorose e ti metterai un po’ in discussione. Perchè un grande condottiero prende il passato come esempio, vive il presente con coraggio e affronta il futuro con positività. Io non credo che leader si nasca, penso che tante cose si debba avere l’umiltà di impararle. Puoi essere anche bravo, eccellere in quello che fai, ma se non lavori su te stesso come potrai aiutare gli altri a crescere? Come potrai essere un vero esempio? Come potrai guardarti allo specchio ogni sera ed essere contento di quello che hai fatto, di quello che sei, dei sogni che nutri? Sembra banale ma è veramente dura realizzarli e non arrendersi tutti i giorni non lo è affatto. E porta a realizzarsi.

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Lezioni di vita

Il mio migliore amico

Cosa ho capito del divano.

È comodo solo quando non ti ci siedi tu.

Non fa polvere, la eleva al quadrato.

È il cimitero dei telecomandi. Alcuni non sono mai stati ritrovati.

Il divano dista dalla TV quanto basta perché tu non veda.

Il divano è della tua misura. Di piedi.

Se provi a cambiare canale a distanza tra te e il sensore si frappongono tutti gli oggetti volanti del mondo.

Se ci fai l’amore il giorno dopo cammini a L. Se ti ci addormenti il giorno dopo serve la carrucola per rialzarti. Se il divano è in pelle devono chiamare Grillo Traslochi per scrostarti.

Quando ci versi qualcosa sopra non si sporca. Vira di colore.

È più pericoloso entrare in contatto con le piumette taglienti che escono dai cuscini che fare la vasca con un’orca assassina.

Anche se piccolo, sul divano c’è sempre spazio per i pensieri.

Quando cadi dal divano atterri dopo 15 minuti.

Quando ti stravacchi con il pigiamone sappi che il divano non ti sostiene. Ti giudica.

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Riflessioni a voce alta, Vita da imprenditori

Come il primo giorno di scuola

Per me, tornare al lavoro dopo le vacanze di dicembre, ha sempre un sapore diverso. Si è appena concluso il bilancio e con l’anno nuovo ricomincia un po’ tutto: hai davanti a te 360 giorni per far crescere il business, raggiungere e possibilmente superare tutti gli obiettivi prefissati, affrontare sfide sempre più nuove e complesse, provare tutte le emozioni possibili. Hai tanti volti nuovi da conoscere, sfide da vincere e moltissime strade che non ti aspetteresti da provare. Non è una sfida semplice perchè se hai lavorato bene ogni anno la posta in palio è più alta. Si, è vero, parti con alcuni clienti acquisiti, tante idee e sogni già concretizzati e un team preparato e in cui riponi assoluta fiducia, ma è comunque tosta. Devi sempre metterti in gioco e partire con una convinzione: più cresci, meno sicurezze avrai.

Così, mentre ti prepari per il “tuo primo giorno di scuola” non ti resta che accettare, come sempre, che il tuo dna è quello: sei fatto per rischiare.

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Riflessioni a voce alta

Il tallone d’Achille

Sfacciato come solo un bambino di 5 anni può essere scattava come una furia, segnava a raffica e seminava tutti gli avversari con naturalezza: semplicemente infermabile!

Poi l’ho visto abbandonare il campo sul più bello e dirigersi verso sua mamma che era intenta a leggere su una panca: le stringhe delle scarpettte da calcio si erano sciolte e lui non sapeva nemmeno da che parte cominciare ad annodarle.

Forse non darà mai la giusta importanza alla cosa, ma sono stati 5 minuti fatali per la sua squadra che, senza il suo leader, ha subito un’indimenticabile rimonta.

Per me la lezione era già servita:

–  Anche chi ti sembra inarrivabile nasconde sempre una debolezza e ha un punto debole. Devi solo avere la pazienza di aspettare. C’è chi lo nasconde per un minuto, chi per una vita intera.

Ma esiste chi non lo nasconde affatto e poi torna spensierato a fare quello che ha sempre fatto: cambiare la storia delle proprie giornate…

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Riflessioni a voce alta

Il suono dell’amore

Inserito il cd in macchina, un mix crescenti di armonie e suoni ha conquistato la mia attenzione con impeto e travolgente passione. Ricordava l’amore. Alcune note mi hanno fatto sussultare subito, altre le ho apprezzate a poco a poco costringendomi con piacere a riascoltare più volte lo stesso pezzo. Tra le molte canzoni differenti che lo compongono alcune le amo, altre non sono il mio genere. Ma sono certo che a breve le apprezzerò lo stesso dato che ascoltare il cd tutto d’un fiato resta comunque un vero piacere. La vita mi ha insegnato che non devo ossessionarmi con la stessa canzone o presto mi stuferà. Allora saltello tra la “3” e la “5”, la “9” e la “11” e godo appieno del potere evocativo del suono. Mi lascio andare e canto a squarciagola. Proprio come quando sono innamorato.

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Riflessioni a voce alta

Una montagna da scalare

L’imprenditore è un sognatore ad occhi aperti che vede prima quello che non c’è. La sua caratteristica principale è perseverare, andare avanti e non mollare mai. Per il suo sogno è disposto a mettere in campo testa, anima e cuore, è disposto a fare mille sacrifici convinto che un giorno sarà ripagato di ogni sforzo. La sua è una lotta quotidiana tra presente e futuro, razionalità e creatività, sogno e realtà. A volte nel suo percorso si chiede “ma chi me lo fa fare?” e spesso è proprio grazie a questa domanda che trova la linfa per ripartire. L’imprenditore vive di idee e sogni, fare crescere qualcosa giorno dopo giorno è la sfida che lo motiva. Passo dopo passo, mattone dopo mattone, scalino dopo scalino. Fino ad arrivare là in alto dove l’aria è migliore e il panorama ti lascia senza fiato. L’imprenditore finalmente si concede una piccola pausa, issa la propria bandiera e respira. Si guarda intorno e gode un momento di vera gioia. Una felicità che dura una vita o forse un attimo. I suoi occhi poi si posano sulla montagna di fronte e tutto riparte. Perché ogni sogno più che un punto di arrivo è un punto di partenza…

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Lezioni di vita

Un mondo social

Quando piove i social sono inondati di contenuti postati dagli utenti, forse per far tornare il sole.

Di seguito una lista di tipologie di commenti che di solito si trovano:

L’ermetico
piove (foto: una sola goccia).

Il prolisso
piove su le tamerici salmastre ed arse..

il meterologo
non pioveva così a dirotto da anni (foto pioggia più infografica statistiche).

l’inguaribile ottimista
ci mancava solo la pioggia.

Il laureato ad Harvard
Speriamo che domani non pioveil community manager
quanto #piove! #tantacqua #pioggia #pioggiaacatinelle #goccioline#gocciolone #acquamanondabere #forsetemporale #ombrello #yeahhIl temerario
mi piace la pioggia (foto sotto un nubrifagio con le scarpe di caucciù).l’esistenzialista
dovevo giocare a pallone. E ora?

il romantico
Pioggia o lacrime?

il milanese imbruttito
cazzo sono palline da tennis/cazzo mi faccio il mojito? (foto chicchi di grandine).

L’emarginato
Qui ancora non piove

Il rivoluzionario
Ho letto i commenti e non ho capito…per caso piove?

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Riflessioni a voce alta

Lo stagista aspettato

Ogni tanto mi piace tornare a fare visita ai luoghi che mi hanno dato qualcosa. Questa casa di produzione multimediale e’ dove ho mosso i miei primi sghembi passi lavorativi. Mi ricordo quando ricevetti la chiamata, i primi progetti e parallelamente i primi cazziatoni, i collaboratori in stage con cui fare comunella e i primi professionisti da stimare, le nottate infinite trascorse a lavorare con passione per rispettare le scadenze. I primi amici, le rivalità e quel cartello che mi ero scritto da solo ‘sono un genio’ e che poi avevo appeso alla parete. Ero giovane e sbagliavo spesso ma ho capito tante cose, ad esempio che un giorno avrei voluto – e forse potuto – avere una mia realtà. Mi piaceva l’idea di creare mondi e dopo vederli che si popolavano di stimoli. Di quell’esperienza non solo ricordo tutto ma spesso ne rivedo alcuni tratti nelle strategie adottate per il mio business. Una cosa e’ cambiata e anche di tanto: all’epoca avevo fretta di emergere e dimostrare il mio
valore, adesso ho imparato cosa significhi avere ‘pazienza’. Ci sono due modi per raggiungere i tuoi sogni: un po’ a caso guidati dall’istinto oppure passo dopo passo. In quest’ultimo caso e’ tosta ma poi quanto è bello…

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Miti e leggende

Il padre della sposa

Un ragazzo in un locale mi domanda ‘ehi ma io e te dove ci siamo già visti?Cinque minuti dopo esclama felice ‘ma certo, eravamo a un matrimonio e tu ubriaco ti sei presentato a tutti come il padre della sposa…!

Lasciare un segno nella storia. Io lo sto facendo bene.

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Brevi storie tristi

Il caprio espiatorio

Corri a 200 km orari per arrivare in tempo da un cliente. Hai scordato la via precisa così impugni il cellulare e la cerchi tra i contatti. Non la trovi manco per il cucco. Mandi a benedire chiunque abbia partorito un sito così imbecille.

Poco dopo ti ricordi che sei stato tu.

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Riflessioni a voce alta

Il dubbio amletico

Un giorno racconterò ai miei figli quanti significati possa assumere chiudere una porta. Può voler dire lasciarsi finalmente alle spalle qualcosa o semplicemente dirsi ‘arrivederci’ per un po’. Può significare lasciare dentro un mondo o portarlo fuori con se’. Racconterò di quell’attimo eterno e quel leggero senso di vuoto che avverto ogni volta che giro la chiave dell’ufficio consapevole che nessuno tornerà in quello spazio per un periodo: ciao schiamazzi, idee e vite. Sia chiaro, sono contentissimo all’idea di andare in vacanza ma mi tengo stretta questa sensazione di malinconia perché è quella che mi suggerisce che siamo sulla strada giusta. È un po’ come una persona che ti piace da morire: vorresti sempre stare con lei ma a volte è giusto e piacevolissimo anche staccare.

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Lezioni di vita

On the road

Se lasci organizzare tutto a un tuo amico e’ consigliabile fare l’assicurazione sulla vita.

Se parti con i tuoi migliori amici non farlo.

Se parti in macchina ricordati che il traffico si crea solo in un momento: quando passi tu.

Prima di prendere un’autostrada francese devi vincere alla slot machine o non ti basteranno mai le monete per pagare i pedaggi.

Se vai a fare canyoning troverai una scorciatoia: ruzzolare.

Se vai a fare kite portati dietro una valigia piena di vento.

Non devi tenere mai il cellulare in tasca durante una festa in piscina a meno che non sia un nuovo modello a forma di delfino gonfiabile.

I droni ti giudicano.

Se vedi un cane abbandonato per strada più fa gli occhi teneri più e la reincarnazione del demonio.

L’attivazione del roaming dati ha mietuto più vittime della peste.

Quando sei turista ricordati di portarti gli scontrini da casa.

Le offerte su tripadvisor esistono solo per chi ha già trovato un alloggio.

Con i surfisti puoi parlare di surf.

Quando partecipi alla settimana di feria di San Sebastian non partecipare.

Quando stanno per iniziare i fuochi d’artificio posizionati lontano dalle milf.

Prima di fare tre ore di coda per una grotta a Lourdes accertati che quella non sia la fila per la toilette.

Ricordati che sempre a Lourdes oggi alle 18 proietteranno al cinema Bernadette, nella sala Bernadette, il film je m’appelle Bernadette.

Se vinci dei serpenti peluche ricordati che in alcune discoteche non li fanno entrare.

Se decidi di fare un viaggio in macchina ricordati prima di consultare i prezzi dell’aereo, del treno, del vaporetto, della bici e del tapis roulant.

In ogni caso spezzo una lancia in favore dei miei amici. Spero di prenderli.

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Riflessioni a voce alta

Siamo quattro amici al bar

Essere dei buoni amici non è affatto facile. C’è chi riesce a esserlo senza nessuno sforzo, ha spesso un pensiero per te, c’è sempre e non solo nei momenti di difficoltà. Poi c’è chi lo è a tratti – e mi inserisco in questa categoria – che trova difficile farsi vivo con continuita’ ma cerca di farti capire che anche quando si dimentica di risponderti al telefono lui per te ci sarà sempre. Eh sì essere buoni amici non è facile. Resistere al tempo che passa, alle cose che cambiano, ai momenti no. Si discute ogni tanto, ci si incazza come bestie, poi basta una birra e tutto scorre via. Tranne l’amicizia, quella resta. Sempre uniti, insieme, cretini.