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Brevi storie tristi

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Brevi storie tristi, In Viaggio, Lezioni di vita

Cosa ho capito della Malesia

Il traffico a Kuala Lumpur e’ intasato come il naso dello yeti a Natale. Pure a piedi sei in coda. Tutti i posti si raggiungono solo in un modo: contromano. Le macchine non si sorpassano, si sovrappongono. I cartelli segnalano quando le curve non sono pericolose. Se sali su un autobus avrai dubbi su tutte le nazionalità presenti, per primo la tua. Il cielo e’ grigio pesto. Non sono i lampi che fanno da sfondo ai paesaggi ma viceversa. Piove solo quando esci tu. Non sono ascensori ma teletrasporti. Dall’alto tutto sembra più piccolo, tranne la tua dose di sfiga quotidiana. Tutto si ridimensiona tranne il tuo naso. Quello non è un grattacielo e’ la torre di Pisa. O forse e’ un jenga. Nelle piantagioni del the ci potresti passare le ore. Ma solo perche’ non intravedi più l’uscita. I laghi solo color nesquik. Nelle foreste ci sono meno animali che nel tuo terrario. C’è chi pota la foresta. Ci sono più fiori al vivaio. Attento non è una cascata ma uno che e’ andato al gabinetto. Attento o quella scimmietta ti mettera’ due euro nel portafogli. Quello non è un varano, e’ tua suocera. Qui i pavoni se la menano sempre senza un perché. I pappagalli ripetono solo le cose volgari tradotte nella lingua di chi le ascolta. Per vedere il fondo del mare non fare diving: prendi la barchetta. Tu non stai nuotando: sei il mangime per i pesci. Shark bay e’ sempre dove ti tuffi tu. Quando fai snorkeling i pesci colorati si nascondono tutti dietro la tua nuca. Non hai preso il Wi-Fi ma un granchio. In Malesia sono tutti gentili. Anche se spesso incontri un Velo di diffidenza.

Albert-Einstein
Brevi storie tristi

Un’intelligenza relativa

Esattamente il 18 aprile di 62 anni fa moriva Albert Einstein.
Oggi sono girate sul web le foto scattate per la rivista Life del suo ufficio abbandonato in quell’ultimo fatidico giorno. Fa impressione vedere tutte le sue carte e pensare al suo genio che si esprimeva e lasciava il segno per sempre nelle nostre vite.

Per celebrare la sua grande intelligenza, nel giorno della sua dipartita, io ho messo per l’ennesima volta la mano sulla piastra per vedere se scottava. E scottava.

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Brevi storie tristi

Un salto nel mondo del lavoro

Viviamo in un mondo difficile in cui dobbiamo fare tutti gli sforzi del mondo per avere un lavoro. Siamo abituati a farci forza, essere resilienti, non mollare mai. Ci rimbocchiamo le maniche ogni mattina con spirito di sacrificio e tanta forza di volontà.

Per poi scoprire che esiste Wally, un coniglio influencer con la faccia da pirla che fattura 300 volte più di tutti noi messi insieme.

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Brevi storie tristi, Vita da imprenditori

Un posto al Chiuso

 

Sono stato invitato a Torino per una consulenza con l’obiettivo di provare di persona due ristoranti: La Cabane e il Bastimento. Hanno riaperto da pochi giorni, dopo due mesi di chiusura, con una grande novità: adesso non c’è più un muro a dividerli ed è possibile mangiare ostriche, coquillages, pesce freschissimo in qualsiasi dei due ambienti.

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Ieri sera mentre rileggevo la strategia che avrei proposto, ho visto le ultime foto pubblicate sui canali social e ho iniziato a sbavare come un Basset Hound. Al posto del pc ho caricato in macchina bavaglino, forchette, calice di vino e sono partito come una razza. Al posto delle indicazioni stradali vedevo dei plateaux royales e ho scambiato il casellante per un gambero. Poi, come resto, ho ricevuto mezza ostrica.

Avvolto in questo mare onirico di visioni sono arrivato finalmente a destinazione (due ore dopo), sono sceso dalla macchina e ho scoperto che il mio referente si era dimenticato un piccolo particolare: oggi era il giorno di chiusura.

Siamo finiti al bar dell’angolo a mangiare una piadina.

In ogni caso il pesce è freschissimo…

dicono.

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Il compleanno a sorpresa

Hai un sonno arretrato che andresti in letargo. Sono due settimane che ti trascini come una lumaca tra casa e ufficio. Finalmente hai l’occasione per staccare: il compleanno di tua sorella. Quando arrivi scopri che c’è una sorpresa per gli ospiti: 43 ore di concerto dal vivo di Mozart.

Ed è subito colpo di grazia.

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La rovesciata della medaglia

Sciopero di 24 ore dei mezzi di trasporto. Ti svegli all’ultimo, esci di casa dimenticandoti tutto (dal pc ai pantaloni), corri come Forrest Gump per prendere l’ultima metropolitana. Con un balzo felino salti dentro il vagone e festeggi come se avessi vinto la champions con un goal in rovesciata all’ultimo minuto. Alla fermata successiva ti accorgi che hai preso il treno nella direzione sbagliata.

Capisci che nella vita di strada ne hai da fare ancora tanta. In tutti i sensi.

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Attenti al buco

Mark Zuckerberg, Barack Obama, Sergio Marchionne, Giorgio Armani, Batman e molti altri non hanno in comune solo conti milionari ma anche la strana abitudine di indossare abiti sempre uguali. Dietro questa scelta particolare (il primo finto puzzone fu Steve Jobs) in realtà c’è una ragione scientifica: non sprecare inutili energie. Al mattino presto infatti siamo già rincoglioniti di nostro e quindi bisogna ridurre al minimo ogni scelta.

Leggere questa notizia mi ha gasato talmente tanto che ho deciso di fare lo stesso e mi sono recato al lavoro indossando sempre lo stesso abito per un’intera settimana. Solo l’ultimo giorno ho scoperto di avere un enorme buco sotto l’ascella.

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Stadio di ansia apparente


Allo stadio figlio e mamma. Una partita molto bella con due squadre che si affrontano a viso aperto e rischiamo ad ogni occasione di segnare. Il risultato è in bilico, ogni azione può rivelarsi decisiva. Improvvisamente la signora dice al bambino ‘andiamo a casa almeno evitiamo la coda!’.

E’ il quinto minuto del secondo tempo.

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Ritorno al presente

Per strada ho notato una macchina stupenda che non avevo mai visto prima: sembrava provenire dal futuro. La sua forma affusolata, gli alettoni sporgenti, i fari enormi hanno catturato la mia attenzione. ‘Chissà chi la guiderà!’, ‘ma quante funzionalità avrà?’ e soprattutto ‘ma come diavolo si parcheggia?’ sono le domande che mi sono posto. Ho osservato quel prodigio della tecnologia per circa 5 minuti fino a quando non è ripartita.

Con una manovra soave ha subito urtato un’altra macchina parcheggiata qualche metro più in là’. La macchina del futuro un giorno sarà apprezzata per le mille funzionalità ma oggi e’ specializzata in constatazioni amichevoli.

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Brevi storie tristi

La figura del pollo

Quella volta in cui sei ospite di un club esclusivo con imprenditori provenienti da ogni parte del mondo e ti viene richiesto di tirare fuori il tuo bigliettino personale.

E dopo quello del tram, per sbaglio porgi quello della polleria sotto casa con il tacchino in promozione.

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Brevi storie tristi

La sindrome dei nativi digitali

Non tutti sanno che controlliamo il cellulare in media 110 volte al giorno. Il nostro cervello e’ sviluppato per essere attratto dalle novità, e il sistema delle notifiche attivate dalle app è una trappola perfetta per il nostro ego (un singolo ‘like’ attiva il rilascio di dopamina e ci rende un po’ più felici…). Sono anni che gli studiosi ci avvertono delle conseguenze fisiche, psicologiche e sociali che l’utilizzo compulsivo del cellulare provoca. Oggi, posso affermare con certezza di aver trovato una cura a questa piaga che rischia di compromettere la mia quotidianità.

Mentre rispondevo mi è caduto nel cesso.

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Brevi storie tristi, Ricordi

Tanto fumetto e niente arrosto


Quando mi trovo tra le mani un fumetto mi sento onnipotente. Mi ricordo che da piccolo leggevo sempre Spider Man, Dylan Dog, Diabolik e mi sentivo esaltato all’idea di scoprire pagina dopo pagina ogni loro avventura. Il fumetto mi assorbiva e proiettava in un luogo lontano dove tutto era possibile e colorato. E soprattutto mentre un film o un libro non avrei saputo emularli, il fumetto potevo provare a replicarlo. E così passavo o

Poi la famiglia mi ha riportato sulla terra facendomi presente che facevo schifo a disegnare. In qualche modo, se nella vita faccio altro, lo devo anche al fumetto.

 

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Brevi storie tristi

Mind the gap

In metropolitana. L’edicolante mi da tre biglietti quando ne ho pagati soltanto due e io me ne accorgo una volta superati i tornelli. Con un gesto nobile gli urlo ‘ti sei sbagliato, mi hai dato un biglietto in più!’. Lui, come nelle commedie a lieto fine corre verso di me, salta la sbarra, mi guarda negli occhi e si dimostra felice e grato.

Cinque minuti dopo infilo la mano in tasca e mi accorgo che quello che doveva essere il biglietto in più in realtà era mio ed era già stato utilizzato. Il timbro si vedeva in modo impercettibile. Come nelle commedie tristi rimango solo a contemplare il mio errore.

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Brevi storie tristi

Il caprio espiatorio

Corri a 200 km orari per arrivare in tempo da un cliente. Hai scordato la via precisa così impugni il cellulare e la cerchi tra i contatti. Non la trovi manco per il cucco. Mandi a benedire chiunque abbia partorito un sito così imbecille.

Poco dopo ti ricordi che sei stato tu.