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Il mio lavoro spesso mi mette di fronte a scelte davvero delicate. Ogni giorno, infatti, ci capita di dover prendere decisioni in merito alla strategia aziendale da adottare, ai clienti e ai progetti, alle risorse e ai fornitori, alle situazioni da valutare e/o sistemare. A volte sei stanco ma non ti puoi fermare lo stesso e così il carico di lavoro e le responsabilità diventano tante e difficili da sopportare tutte insieme. E tu che vorresti alzare la mano e dire ‘arimo’ in realtà vieni travolto da un fiume in piena di cose da fare e non ti resa che aggrapparti al salvagente oca. Avere un’idea e’ facile, svilupparla e crederci ogni giorno della tua vita lo è un po’ meno. E non è una questione di soldi ma, per citare un termine caro agli anni 2000, di resilienza. Per questo sostengo che imprenditori non si nasce, lo si diventa e poi se si è capaci, cocciuti e sognatori lo si rimane. E così quando non ho le forze mi appello a una cosa che questa bellissima avventura mi ha insegnato: me. Mi prendo e anche solo per cinque minuti mi porto via. Non importa dove andrò, quello che conta è chiudere gli occhi, prendere fiato e prepararsi a sognare più intensamente di prima.