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Il traffico a Kuala Lumpur e’ intasato come il naso dello yeti a Natale. Pure a piedi sei in coda. Tutti i posti si raggiungono solo in un modo: contromano. Le macchine non si sorpassano, si sovrappongono. I cartelli segnalano quando le curve non sono pericolose. Se sali su un autobus avrai dubbi su tutte le nazionalità presenti, per primo la tua. Il cielo e’ grigio pesto. Non sono i lampi che fanno da sfondo ai paesaggi ma viceversa. Piove solo quando esci tu. Non sono ascensori ma teletrasporti. Dall’alto tutto sembra più piccolo, tranne la tua dose di sfiga quotidiana. Tutto si ridimensiona tranne il tuo naso. Quello non è un grattacielo e’ la torre di Pisa. O forse e’ un jenga. Nelle piantagioni del the ci potresti passare le ore. Ma solo perche’ non intravedi più l’uscita. I laghi solo color nesquik. Nelle foreste ci sono meno animali che nel tuo terrario. C’è chi pota la foresta. Ci sono più fiori al vivaio. Attento non è una cascata ma uno che e’ andato al gabinetto. Attento o quella scimmietta ti mettera’ due euro nel portafogli. Quello non è un varano, e’ tua suocera. Qui i pavoni se la menano sempre senza un perché. I pappagalli ripetono solo le cose volgari tradotte nella lingua di chi le ascolta. Per vedere il fondo del mare non fare diving: prendi la barchetta. Tu non stai nuotando: sei il mangime per i pesci. Shark bay e’ sempre dove ti tuffi tu. Quando fai snorkeling i pesci colorati si nascondono tutti dietro la tua nuca. Non hai preso il Wi-Fi ma un granchio. In Malesia sono tutti gentili. Anche se spesso incontri un Velo di diffidenza.