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Uno degli aspetti che mi fa più impressione del nostro paese e’ che tutti sono manager e imprenditori ma poi quasi nessuno si sbottona sul budget a disposizione. Si parla per 100 ore di un progetto, si analizza il mercato e si spendono un sacco di energie per poi scoprire che si è perso solo tempo. Ci si fa belli parlando di fatturato e soldi ma poi quando si deve parlare di cifre da spendere all’improvviso l’argomento diventa tabù: ‘voi fatemi la proposta e poi valuteremo’. E invece non dovrebbe essere così, bisognerebbe parlarne con schiettezza (da entrambe le parti) e rispettare il lavoro di ognuno. Ci si dovrebbe sedere a un tavolo e capire se ci sono le condizioni per fare business. Parlare di soldi non deve essere una chimera ma una cosa normale e invece quasi ci si vergogna. E cosi tutto poi va di conseguenza: ore di lavoro non retribuite, pagamenti a 14000 giorni, anticipi inesistenti, tasse insensate.
Tutto nasce dal fatto che pensiamo
di non poter cambiare le cose e allora finiamo
con accettare tutto.

Se mi schierassi in politica partirei da qui: dal concetto di poter cambiare le cose e rispettare la forza lavoro. Parlare di soldi a qualcuno può sembrare poco elegante, per me è poco elegante accettare le imposizioni di una società che ci fa sentire indiscreti se vogliamo tutelare la nostra professionalità.