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Ci siamo quasi, ci stiamo per trasferire nel nuovo ufficio. L’emozione è tanta perche’ traslocare non significa solamente spostare i mobili da uno spazio all’altro ma chiudere una parentesi, cambiare, rinnovarsi e ricominciare. Significa chiudersi alle spalle una porta e quindi un mare di ricordi, situazioni, persone e cose di tutti i giorni. Significa dire ‘ciao’ a tutte quelle cose che amavi o avevi imparato ad amare: il bar dell’angolo con il proprietario burbero ma i cornetti sempre caldi, il parco con gli amanti del jogging che non si capisce bene dove corrano, il parcheggiatore sempre arrabbiato perché la gente non sa guidare, un grattacielo sullo sfondo che quando c’è il tramonto riflette una luce quasi divina. E così ti costringe e fermarti e a riflettere pure tu. Lasci le lunghe camminate per prendere decisioni e la strada amica, sempre quella, che facevi ogni giorno per arrivare lì tra quelle quattro mura dove tutto sapeva di casa.

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All’improvviso poi ti trovi nel tuo nuovo ufficio, ancora vuoto, e guardi fuori: tutto è ancora da scoprire. Ti senti felice, curioso, affamato. Non abbiamo ancora portato i mobili ma già lo vedo pieno di speranze e sogni. Per rendere l’ufficio il posto che desideri ci vogliono visione, pazienza, e tanto coraggio. Si, bisogna tirare fuori i coglioni. E così sentendomi chiamato in causa decido di uscire e, zitto zitto ma felice, mi faccio da parte.